La vera storia del pirata Long John Silver. Bjorn Larsson. Iperborea

June 13, 2016

 

Oh, anime umane, che durate un solo giorno. Dove sarete domani e dove sará il ricordo di voi?

La vera storia del pirata Long John Silver, di Bjorn Larsson è un libro unico, una sorta di "spin off" come si dice dele opere di celluloide, di uno dei romanzi più noti di Robert Louis Stevenson.
Alzi la mano chi da ragazzo non ha mai letto "L' isola del tesoro", un classico della letteratura d'avventura che ha ispirato innumerevoli film, fumetti, cartoni animati. 
Uno dei personaggi principali, se non il principale in quanto a carisma e personalità, è appunto Long John Silver, detto Barbecue, pirata da una gamba sola, tanto ambiguo quanto affascinante, che Larsson ripesca dall'oblio e riporta in vita con grande estro, reinventandone la storia, in modo originale, rispolverando quel senso di gioia e fascinazione dell'avventura che ci apparteneva da bambini. 
Il romanzo inizia nel momento in cui John Silver, anni dopo aver ingoiato l'ancora, nel gergo dell'epoca significa smettere di essere un marinaio, sente nascere dentro di sé la necessità di raccontare la propria storia, di dare la sua versione dei fatti. 
Già dalle prime righe, quando il protagonista, ritiratosi in Madagascar, si rende conto di voler raccontare la sua vita straordinaria, si evidenziano chiaramente gli strumenti che l'autore utilizzerà a piene mani per tutto il libro, ironia, dissacrazione, conoscenza dell'argomento e fervida immaginazione...
"Ora non c'è più nessuno da prendere per il naso. Nè Flint, il mio pappagallo, nè mia moglie che non sapevo neppure come si chiamasse. La chiamavo Dolores perché un nome doveva pur averlo". E continua con "Vaneggiavo di questo e di quello, ma nessuno mi stava a sentire. Neppure io. Poi un giorno mi sono messo a raccontare la mia storia" 
Da qui inizia un racconto a ritroso, intenso e divertente, che parla di libertà, coraggio, paura, vita, morte, solitudine e molto altro.
Il giovane John, inizialmente sprovveduto ma avido di conoscenza, viene arruolato forzatamente e con l'inganno su una nave, dove impara a conoscere il mare, se stesso e soprattutto gli esseri umani, il cui animo è insondabile e misterioso, ben più delle profonditá marine.
Il ragazzo, poi uomo, capisce dall'inizio di essere diverso dagli altri, con un'istruzione ai tempi non scontata nel suo ambiente "Conoscevo il latino, si, ma con chi diavolo avrei dovuto parlarlo?" Passano gli anni, vive esperienze di ogni tipo e diventa "maestro nelle sette scienze marinare: Bestemmiare. Bere. Rubare. Andare a puttane. Fare a botte. Mentire. Calunniare." 
A differenza di tutti gli altri John Silver ha la dote di pensare con la propria testa, di saper osservare senza pregiudizi, di imparare dalle esperienze di ogni tipo, diventando maestro anche nella capacità di sopravvivere in qualsiasi situazione, utilizzando ogni mezzo. 
In poche parole decide di "Affidarsi alla provvidenza, quindi a se stesso". 
Non si tira indietro davanti a niente, mantenendo fede al suo istinto di sopravvivenza, adattandosi alle situazioni più estreme, con un approcio cinico e disincantato, pur mantenedo una sua etica personale basata sul suo bisogno intenso di libertá. 
Larsson è talmente abile nel racconto da far dimenticare che Long John Silver sia un personaggio di fantasia, rendendo il tutto verosimile. Questo personaggio, potremmo definirlo mitico senza temere smentite, ha delle caratteristiche uniche, è un antieroe, un marinaio o meglio, un pirata, che non ha paura di niente e nessuno, uomo libero nella testa e nelle azioni, che ha sempre " le mani lisce e le spalle libere". 
Long John Silver vive nel momento, dimentica il passato e non si preoccupa del futuro, é  di volta in volta marinaio, contrabbandiere, schiavo, assassino comandante, cospiratore, pirata e tutto quello che serve in quel momento. 
É anche un gran narratore, questo figlio di buona donna e "parla come un libro stampato", tanro che alla fine vogliamo credere a tutto quello che ci racconta, vero o finto che sia. Consideriamo che prima ancora di Larsson (scrittore e uomo di mare) che lo ha fatto rivivere, il vero padre letterario di John Silver è Robert Louis Stevenson, grandissimo storyteller, che ebbe una vita degna dei suoi romanzi e che quando si ritirò nei mari del Sud venne chiamato dagli indigeni Tusitala, il narratore di storie. Tali padri, tale figlio, no? Quindi largo al racconto, alla fantasia, all'immaginazione, che sono necessari all'uomo per espandere la sua consapevolezza e rendere più ricco il suo incedere nella vita.
A questo proposito, citando Neil Gaiman, moderno narratore di storie: "Solo la narrativa d'invenzione permette di trovare nuovi strumenti e schemi mentali per migliorare il proprio luogo e il proprio tempo, perché fantasticare di altri mondi immaginari sprona a cambiare il proprio" 
Quindi, non rimane che tornare allo stupore e alla spontaneitá dei nostri anni più verdi e gridare tutti insieme 
"Viva John Silver! Lunga vita a Long John!"

Come accompagnamento ideale suggerisco l'album "Hell's Ditch del gruppo "The Pogues". Questo gruppo folk punk anglo irlandese, molto famoso negli anni 80 e 90, ha un modo di proporsi eccentrico, irriverente e scanzonato. La loro musica si basa su sonoritá tradizionali proposte con spirito che potremmo definire anarchico, elementi che rendendo bene lo spirito di questo libro. 
Il cantante, Shane Mc Gowan, famoso anche per la sua indiscutibile bruttezza, potrebbe figurare degnamente tra i ceffi poco raccomandabili delle ciurme di pirati. 
Basti poi pensare che il nome completo  del gruppo, Pogues Mahone, è un'anglicizzazione  dell'espressione gaelica "póg mo thóin" che significa " baciami il culo".
E questo approcio iriverente avrebbe fatto scappare una bella risata a John Silver!

 

Please reload

Post in evidenza

I'm busy working on my blog posts. Watch this space!

Please reload

Post recenti

August 1, 2016

Please reload

Archivio
Please reload

Cerca per tag
Please reload

Seguici
  • Facebook Basic Square
  • Twitter Basic Square
  • Google+ Basic Square