Cronache marziane.Ray Bradbury. Mondadori

May 16, 2016

 

 

Non si puo certo definire una nuova uscita, questo libro. 
È decisamente vintage, per quello che propone e per come lo propone. Nonostante questo, risulta sorprendente ancora oggi, per il susseguirsi di felici intuizioni, immagini fantasiose e visioni oniriche, il tutto con un gusto retrò e nello stesso tempo attuale.
Dovrebbe essere letto da chiunque, questo libro, anche se decisamente superato: consideriamo che è stato pubblcato per la prima volta nel lontano 1950 (in Italia nel 1954). Non si può definire esattamente un libro di fantascienza, anche se è sempre stato catalogato come tale, e in effetti per certo versi è "il" libro di fantascienza per eccellenza, considerando il suo incredibile successo, che fece diventare mainstream un genere che ai tempi era ancora di nicchia. Tutto questo senza utilizzare effetti speciali se non quelli legati all'essere umano (e specularmente dell'essere marziano, immaginato come un essere a volte sensibile, a volte crudele, proprio come noi umani): parla quindi d emozioni, paure, ricordi, speranze, desideri, sogni, nostalgia.Non si può certo definire un romanzo, ma una serie di racconti (28 per la precisione) che si susseguono e che formano effettivamente una sola storia,che supera per effetto la somma delle parti. 
Lo dovrebbero leggere tutti, questo libro, appassionati di fantascienza e non, per quello che lascia a livello di sensazione sottile, per il senso di nostalgia del futuro che riesce ad evocare. È un libro che parla del futuro, scritto in un passato ormai lontano. Quello che allora era considerato il futuro per noi è presente, nella migliore delle ipotesi, ma di fatto è giá passato. 
E tutto questo fa uno strano effetto, tra il deja vu e le speculazioni fantastiche; viene in mente la teoria del multiverso, teoria che prima apparteneva, appunto, alla fantascienza e ora appartiene ad alcuni eminenti scienziati. È un libro che parla di noi esseri umani e dell'altro (in questo caso i marziani) ma racconta anche l'altro lato dell'incontro, i marziani che raccontano noi.
Bradbury, grandissimo narratore, ha saputo inventare il suo futuro, facendolo diventare il nostro, raccontandolo con gli strumenti della sua infanzia, con lo stupore di quando era bambino, con occhi pieni di meraviglia e il tocco lieve della poesia. È un libro che si legge agevolmente, non sempre omogeneo e a volte superato, effettivamente, ma sorprende per quello che ti lascia, come un profumo piacevole che conosciamo e che rimane nell'aria e ci ricorda qualcosa di indefinito, ma non riusciamo a ricordare il perchè. Lascia un sentore di nostalgia, di come eravamo e come potremmo essere stati. Dopo questo originalissimo racconto di un ipotetica conquista di Marte da parte dei terrestri, Bradbury scrisse un altro libro di grandissimo successo, Farenheit 451, dove riusci a confermare la sua innata capacitá di raccontare l'essere umano, con uno sguardo poetico e nello stesso tempo di critica sociale. Il suo talento si espresse in modo ancora piu evidente nel fascino dei suoi numerosi racconti, non necessariamente di genere, sempre di ottimo livello. 
Questi racconti sono apprezzati ancora oggi, proprio da noi, gli uomini che lui aveva immaginato e che stanno vivendo il futuro da lui raccontato tanti, tanti anni fa.

 

La colonna sonora ideale per accompagnare questa lettura è sicuramente, e non a caso, la colonna sonora di "Gattaca" ad opera di Michael Nyman. 
Non è una scelta casuale, Gattaca è un film di parecchi anni fa, con protagonisti gli allora giovanissimi Uma Thurman, Ethan Hawke e Judy Law. È un film di fantascienza molto simile alle ambientazioni di Bradbury, senza particolari effetti speciali, con particolare attenzione all'essere umano, un opera dalle atmosfere rarefatte e intrise di struggente poesia. Come nel romanzo di Bradbury siamo di fronte a una fantascienza retrò, legata ai sentimenti eterni dell'essere umano, uno su tutti, la speranza. La musica é favolosa.
Un consiglio per entrare nell'atmosfera del libro, mettetevi comodi sulla vostra poltrona preferita, preferibilmente verso sera, con vista sul tramonto, spegnete le luci e fate partire il brano "The morrow" in loop, dalla suddetta colonna sonora, preferibilmente con delle casse che propaghino il suono, decisamente più vintage, non con le cuffie. Mettete il libro a portata di mano. 
Siete pronti per partire alla scoperta di Marte.

 

 

 

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