Ma non è una cosa seria.

April 4, 2016

 

 

Ma non è una cosa seria. Durata: da pochi secondi ad alcuni mesi 

 

“Non mi sembra vero, nella valigia delle vacanze c’è ancora un buco. Bene, ci metterò un libro. Ma quale?”

“Stasera faccio fatica a prendere sonno. Saranno i pizzoccheri mangiati a cena. Vorrà dire che leggerò qualcosa, ma che non sia un mattone pure lui.”

“Sogno di andare a vivere su un’isola deserta. Non so quanto tempo ci resterò, ma almeno un libro per le giornate di pioggia me lo voglio portare. Vediamo un po’ quale scegliere.”

 

Le occasioni per decidere di comprare o farsi prestare un libro, e magari poi anche di leggerlo, sono moltissime. Se vuoi uscire un po’ dai soliti schemi, eccoti un paio di proposte, fornite in ordine crescente di lunghezza dei testi e senza alcuna garanzia di serietà.

 

A costo zero … Il “libro” della buonanotte è una storia dello scrittore guatemalteco Augusto Monterroso (1921-2003) dal titolo Il dinosauro. Sembra che sia il racconto più breve del mondo, tanto breve che vi voglio risparmiare l’impiccio di andare a cercarlo e ve ne riporto io integralmente il testo originale e pure la traduzione in italiano: “Cuando despertó, el dinosauro todavía estaba allí.” “Quando si svegliò, il dinosauro stava ancora lì.” Sì sì, è tutto qua, dal principio alla fine!

 

Meno shoccante del libro di Monterroso, e con qualche parola di più, è Il racconto dell’isola sconosciuta dell’autore portoghese José Saramago (1922-2010). È una storia magistralmente semplice, una dolce favola d’amore di un uomo che, accompagnato dalla donna delle pulizie del palazzo reale, ottiene dal re una caravella per andare a cercare un’isola sconosciuta. Questa meta sognata è un’isola mobile che appare e scompare sulle carte della fantasia ma che è ben radicata nel cuore di tutti noi. Per chi è sempre di fretta, una lettura veloce, non più lunga di sedici pagine di testo.

 

Se i pizzoccheri sono stati veramente molto pesanti, in attesa del sonno potrai affrontare anche le sessantasei pagine del poliziesco Una storia semplice, scritto dal poliedrico letterato palermitano Leonardo Sciascia (1921-1989). Contrariamente a quanto asserisce il titolo, si tratta di una storia complicatissima, un giallo siciliano ispirato a un fatto realmente accaduto, sullo sfondo di mafia e droga, che peraltro Sciascia non nomina mai. Pochi sono pure i personaggi cui è assegnato un nome e cognome: il professor Carmelo Franzò, il brigadiere Lagandara e l’inquietante padre Cricco. Liberato dal carcere dov’era ingiustamente rinchiuso, l’uomo della Volvo, anch’esso senza nome, torna a casa cantando, pur avendo riconosciuto con certezza in padre Cricco il finto capostazione: l’omertà è diventata il costume di una folla anonima. A questo punto, mi fingo pure io omertoso e non ti dico una parola di più su questo romanzo, lasciandoti tutto il piacere di gustare questo breve saggio della creatività sicula.

 

Se hai più tempo da dedicare alla lettura, diciamo un bel po’ di mesi, ti offro la scelta tra Artamène ou le Grand Cyrus, dei fratelli romanzieri francesi Madeleine (1607-1701) e Georges (1601-1667) de Scudéry, un romanzo sentimentale pseudostorico, che non occupa più di dieci volumi, con poco più di due milioni di parole e tredicimila novantacinque pagine (nell’edizione originale). In alternativa, sempre per la penna di un grande scrittore e saggista francese, Marcel Proust (1871-1922), ti consiglio Alla ricerca del tempo perduto, uno dei massimi capolavori della letteratura universale, pubblicato originariamente in soli sette volumi ma con qualcosina come circa 9'609'000 caratteri.

 

È superfluo ricordare che queste proposte, soprattutto le ultime due, rientrano nello spirito canzonatorio del titolo pirandelliano di questi squinternati consigli per gli acquisti.      

 

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